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Mirobriga
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mwdqmwdgMirobriga o mwdwMirobriga dei Celtici (mweaMirobrigensis qui celtici cognominantur - Plin. Nat IV 118) era una località, probabilmente una città, mweqnell'Antichità situata nell'estremo ovest della provincia di mwegLusitania, nel territorio dei mwewpopoli celtici e fu menzionata da mwfaPlinio il Vecchio, e da mwfqTolomeocite-ref-0-1-0[1].

Nonostante alcune incertezzecite-ref-1-2-0[2], il nome è stato associato al sito archeologico di mwhwmwiaCastelo Velho de Santiago do Cacém fin dal secolo XVIcite-ref-2-3-0[3], situato vicino alla città di mwjqSantiago do Cacém, nel comune omonimo, nel Sud-ovest del mwjgPortogallo. È anche conosciuta come mwjwCittà Romana di Mirobriga o mwkamwkqRuínas de Mirobrigacite-ref-sipa-4-0[4] È soprattutto conosciuta per essere stata una città in mwlgepoca romana però ebbe le sue origini nell'età mwlwdel ferro e la sua occupazione continuò fino alla mwmaTarda Antichità. Rappresenta uno dei siti di epoca romana meglio conservati e conosciuti nel Sud-ovest del Portogallo, con tracce di numerosi edifici e strade, la maggior parte dei quali in buone condizioni, ed è noto soprattutto per i suoi due mwmqedifici termali.

Il sito archeologico fu classificato dallo Stato portoghese come Bene di Interesse Pubblico nel 1940, statuto confermato nel 1943.cite-ref-sipa-4-1[4] Il sito è aperto al pubblico e fa parte degli Itinerari Archeologici dell'Alentejo e dell'Algarve, avendo ricevuto, nel 2017, una distinzione al XVI Gala «Oscars do Alentejo», promosso dalla Rivista mwnwMais Alentejo, nella categoria «Mais Património».

Contents

Storia
Note

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Storia

Età del ferro

La collina centrale del sito è conosciuta come "Castelo Velho", mwpatoponimo di mwpqcastello, abbastanza comune nel Sud del Portogallo, indica spesso l'esistenza di siti archeologici con occupazione preromana. L'importanza dei resti conservati di epoca romana ha concentrato la maggior parte delle ricerche del sito su questo periodo della sua storia, determinando una grande mancanza di conoscenza dei suoi primi momenti. D'altronde la città di epoca romana si sovrapponeva all'area centrale di quello che sarebbe stato l'insediamento originario, avendo distrutto gran parte dei resti, rendendone difficoltoso lo studio.cite-ref-carlos-5-0[5]

Le tracce di occupazione risalgono almeno al secolo V-IV a.C. Sebbene alcuni elementi indichino scambi commerciali con aree mwrwpuniche, la mwsacultura materiale del sito sembra suggerire una forte componente continentale, detta “celtica”cite-ref-carlos-5-1[5], che non è incompatibile con il toponimo associato. Plinio si riferisce ai mwtqMirobrigensis qui celtici cognominantur (Mirobriguenses che sono chiamati Celti) (Nat. IV. 35. 118). Lo stesso suffisso "-briga" suggerisce una componente mwtgceltica nella zona.

L'abitato avrebbe occupato la sommità del colle mwuaCastelo Velho, nell'area oggi corrispondente al foro di epoca romana, e sarebbe un insediamento fortificatocite-ref-6[6].

Periodo romano

Dopo la mwvwseconda guerra punica, l'esercito romano entrò, nel 218 a.C. nella mwwapenisola iberica, dando inizio a un processo di espansione territoriale che culminerà con l'inserimento definitivo di questo territorio nell'ambito politico romano, come provincia della mwwqHispania.

È probabile che dal 139 a.C. l'area di Mirobriga fosse già sotto il controllo di mwxwRoma, poiché le campagne di mwyaQuinto Servilio Cepione si basarono già sul cosiddetto «asse del mwyqTago»cite-ref-7[7]. La conquista della Hispania si concluse alla fine del secolo I a.C., seguì l'organizzazione amministrativa del nuovo territorio, promossa da mwzgAugusto, con la creazione delle mwzwprovince di mwaaTarraconense, mwaqBetica e mwagLusitania. Ciò sarebbe accompagnato da un lungo processo di trasformazione culturale, chiamato mwawromanizzazione.

La creazione della nuova provincia presupponeva l'istituzione di cividades (città), con lo scopo di organizzare il territorio e consentire, tra l'altro, la riscossione delle tasse da parte di Roma. La creazione di una città poteva essere fatta da zero oppure, come nel caso di Mirobriga, selezionando un villaggio esistente e trasformandolo. A seconda del loro rapporto negoziale con Roma, le nuove città ricevettero statuti diversicite-ref-8[8]. Se l'associazione di questo sito con la Mirobriga menzionata da Plinio è corretta, la città avrà ricevuto lo mwdqstatus di stipendiarium (mwdgius stipendiarium). Sebbene i limiti del suo territorio non siano noti, è probabile che controllasse un'area relativamente vasta attorno a sé, che includerebbe mwdwSines. Le città romane furono organizzate in mweaconventi legali, facilitandone il dialogo e l'organizzazione a livello provinciale. Mirobriga fu integrata nel convento di Pax Iulia, ora mweqBeja.

La città romana è di dimensioni piuttosto ridotte. Tuttavia, poiché, a differenza di molte città antiche, come mwewRoma, o anche mwfaLisbona, la città attuale (Santiago do Cacém) non si trova direttamente sopra quella antica, diversi edifici sono conservati in buone condizioni, ed è anche possibile osservare, in alcuni punti, il tessuto urbano (edifici, strade e un ponte).

La maggior parte degli edifici conosciuti risalgono all'epoca mwfgFlavia, quando lo sviluppo urbanistico della città fu intenso. Questi dati, assieme a quelli epigrafici, suggeriscono che Mirobriga possa aver ottenuto lo status di mwfwmunicipio in questo periodocite-ref-9[9].

Questo è il periodo più conosciuto del sito e quello che meglio possiamo osservare durante una visita al sito. Tra i principali edifici conosciuti si distinguono gli edifici pubblici come il mwiqforo, situato sul colle principale; due mwigedifici termali, ubicati in una valle; e un mwiwcirco, situato a sud del perimetro urbano. Sono inoltre noti numerosi spazi commerciali, in particolare le cosiddette mwjataberne, negozi o impianti artigianali di piccole/medie dimensioni. Attualmente sono note anche diverse abitazioni, la maggior parte delle quali mwjqa peristilio.

Tarda antichità

In questo periodo di difficile caratterizzazione si assiste a una trasformazione del mondo urbano, il quale, pur essendo erede dell'epoca precedente, quella romana, risulta sempre più frammentato. Fu durante questo periodo, segnato dalle cosiddette mwkainvasioni dei popoli germanici (o barbari), che avvenne la trasformazione del mondo basato mwkqmwkgsull'imperium di Roma, verso i regni medievali che avrebbero segnato il mwkwMedioevo.

Il territorio di Mirobriga fu amministrativamente romano fino al 409, e da quella data fino al 711 fece parte del cosiddetto mwlqRegno visigoto. I dati su questo periodo sono ancora scarsi e alquanto difficili da rintracciare, anche se alcune indagini più recenti danno il loro contributo. L'antica città romana continuò a essere abitata almeno fino al secolo VI/VII, anche se non si conoscono ancora i dettagli esatti di tale occupazione né se il sito continuasse a essere, di fatto e amministrativamente, una città.cite-ref-10[10]

Nel 711, con l'incursione militare di mwmwTariq, il Regno visigoto fu smantellato, essendo integrato in mwnaAl-Andalus, un nuovo territorio del mwnqcaliffato omayyade. La cronologia iniziale dell'occupazione della collina dell'attuale Santiado do Cacém non è conosciuta. Nemmeno se l'antica città romana fosse ancora occupata. Tuttavia, è stata avanzata l'ipotesi che la nuova città islamica potrebbe essere l'erede dell'antica Mirobriga, che sarebbe stata spostata su una collina che offrisse un migliore controllo territoriale della costa, abbandonando l'insediamento precedente.

Il sito si trova nella tenuta mwnwdos Chãos Salgados. Trattandosi di zona agricola è possibile che il sito sia sempre stato conosciuto. Il riferimento più antico conosciuto risale però al secolo XVI, quando mwoaAndré de Resende lo menziona nella sua opera mwoqDe Antiquitatibus Lusitaniaecite-ref-2-3-1[3], del 1593.

Si deve a Resende l'associazione di questo sito con il nome Mirobriga (dei Celtici), uno dei luoghi menzionati da mwpwPlínio il Vecchio nella sua descrizione della costa della mwqaLusitania (Nat. IV. 35. 118), in mwqqStoria naturale. C'è ancora qualche dibattito su questa associazione, in quanto non se ne conoscono prove certecite-ref-1-2-1[2], ma questa è generalmente accettata dalla comunità scientifica ed è questo il nome normalmente utilizzato dal grande pubblico per designare il sito.

L'attività agricola sul sito ha portato alla scoperta occasionale di alcuni resti, in particolare epigrafi. Nel 1720, uno dei fondatori dell'Accademia Reale di Storia Portoghese visitò Santiago do Cacém per esaminare le iscrizioni trovatecite-ref-0-1-1[1].

Scoperta

I primi scavi documentati risalgono all'inizio del XIX secolo e furono effettuati per iniziativa del parroco di Santiago do Cacém, Bonifácio Gomes de Carvalho, patrocinato da Dom Manuel de Cenáculo Villas-Boas, all'epoca mwuwvescovo di Bejacite-ref-11[11].

Di queste prime indagine, non restano che piccole notizie e lettere scritte da Gomes de Carvalho che riportavano alcuni ritrovamenti, e che inviò a Dom Manuel do Cenáculo. Il vescovo, noto mwwqantiquario, raccolse e ricevette reperti archeologici provenienti da varie parti dell'mwwgAlentejo, fondando un museo presso la Biblioteca Pubblica di Évora nel 1805.

Purtroppo l'origine di molti oggetti è andata perduta, rendendo impossibile determinare quali provenissero da Mirobriga. Attualmente, l'unico oggetto del museo che è stato possibile attribuire a questo sito è una piccola statuetta in bronzo di un mwxqErcole giovanile, che è stato possibile rintracciare grazie a uno schizzo, datato 1798, di José Cornide Saavedra, che ne identifica l'originecite-ref-12[12].

In omaggio a Dom Manuel do Cenáculo, il più antico promotore degli scavi nel sito, è stata dedicata la strada d'accesso al Centro Interpretativo di Mirobriga.

Tutela e classificazione del patrimonio

Il sito fu classificato come Bene di Interesse Pubblico nel 1940.

Note

cite-note-0-11. mw1gMaria Filomena Barata e Fernanda do Vale, mw1wMiróbriga - O Tempo ao longo do Tempo, Câmara Municipal da Santiago do Cacém, 2010, mw2aISBNmw2q 978-972-99051-7-9.
cite-note-1-22. mw4aJosé, mw4qmw4gConimbriga (mw4wmw5aPNG), n.mw5q 35, 1996, mw5gISSNmw5w 0084-9189.
cite-note-2-33. mw9aAndré de Resende, mw9qmw9gLibri quatuor De antiquitatibus Lusitaniae (mw9wmw-aPDF), 1593.
cite-note-sipa-44. mw-gmw-wmwaqaFicha na base de dados SIPA, su mwaqemonumentos.gov.pt.
cite-note-carlos-55. mwaqcCarlos Fabião, mwaqgO Mundo Indígena e sua Romanização na área céltica do território hoje português-vol. 1. Dissertação de Doutoramento, Fac. Letras da Universidade de Lisboa. Policopiado, 1998.
cite-note-66. mwaqwMaria Filomena Barata, mwaq0Caracterização geral de Miróbriga, in mwaq4Ciudad y Foro en Lusitania Romana/Cidade e Foro na Lusitania Romana, vol.mwaq8 4, Museo Nacional de Arte Romano, 2010, mwaraISBNmware 978-84-613-4193-1.
cite-note-77. mwarymwarcmwargCongresso Conquista e Romanização do Vale Do Tejo (mwarkmwaroPDF), n.mwars 3, 2014, mwarwISSNmwar0 2183-0584.
cite-note-88. mwasgJoão Pedro, mwaskmwasoAugusto e a (re)organização administrativa do Sul da Lusitânia, vol.mwass 35, 2017, mwaswISSNmwas0 0213-0181.
cite-note-99. mwatgMaria Filomena Barata, mwatkCaracterização geral de Miróbriga, in mwatoCiudad y foro en Lusitania romana - Cidade e foro na Lusitania romana, vol.mwats 4, Museo Nacional de Arte Romano, 2010, mwatwISBNmwat0 978-84-613-4193-1.
cite-note-1010. mwauiJosé Carlos Quaresma e Rodrigo Banha da Silva, mwaummwauqA região de Alvalade do Sado no Período Visigótico, in mwauuMemórias da terra, das águas e dos povos, Câmara Municipal de Santiago do Cacém, 2021.
cite-note-1111. mwaukFernando de Almeida, mwauoRuínas de Miróbriga dos Célticos (Santiago do Cacém), Junta Distrital de Setúbal, 1964, p.mwaus 6.
cite-note-1212. mwavaManuela de Deus, mwave«Quando o objecto desafia a curiosidade»: A actividade arqueológica de cenáculo e seus colaboradores em Santiago do Cacém, in mwaviDom Frei Manuel do Cenáculo. Itinerários por Santiago do Cacém. Catálogo da exposição no Museu Municipal de Santigo do Cacém, Junta de Freguesia da União de Freguesias de Santiago do Cacém, Santa Cruz e São Bartolomeu da Serra, 2016, mwavmISBNmwavq 978-989-99049-1-0.

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Collegamenti esterni

• (PT) Sito ufficiale, su mirobriga.drealentejo.pt.